Accolto in Sala Grande da una lunga ovazione, Killer Joe è un salutare pugno nello stomaco ad uno spettatore ormai assuefatto ad una selezione di film in gara piuttosto narcotizzante. Cinema Errante Link: http://www.cinemaerrante.it/2011/09/09/venezia-68%C2%B0-killer-joe-la-recensione/ Un’anti Cenerentola quella che William Friedkin si prepara a presentare in Concorso a Venezia, forse il film più apprezzato della Mostra...
Una presa in giro, si direbbe, ben fotografata in digitale da Ken Kelsch e interpretata con convinta adesione da un Willem Dafoe, che meriterebbe ben altri copioni. Cosa si salva? Il mega spottone a Skype, che sentitamente ringrazia. L’unica cosa utile quando arriverà la fine del mondo? Un mac con connessione a banda larga e...
La violenza che scaturisce in alcune scene sembra non tanto nascere da un’urgenza politica o narrativa, ma piuttosto dà la sensazione di essere calcolata per colpire lo spettatore nel momento più giusto perché senta bene la botta (si pensi anche alla scena della lametta: è tutto quasi raccontato, certo, ma il sangue anche se in...
L’obiettivo della Arnold è asciugare l’opera e trasferire tutto il pathos nella fotografia, nella cura delle inquadrature, nelle luci e nei suoni, ma tutto questo porta il lavoro sugli attori in secondo piano e lascia con delle interpretazioni di una fissità controproducente. Pregevole l’intento, anche se l’operazione nel complesso riesce solo sul piano visivo, che meglio...
Tra pistole sognate dentro lavatrici, suicidi auspicati e sogni di normalità destinati a frustrazione, Himizu calca troppo la mano sul senso di impotenza e di violenza dei giapponesi sui giapponesi, finendo per diluire la sua carica dirompente in un mare di aggressività. Privo della dimestichezza con la violenza umiliante di uno Tsukamoto ma dotato di...
Mescolando sogni, aspirazioni e realtà, in maniera alle volte indistinguibile, e condendo tutto il consueto humour di situazione, privo di battute quindi, con Dark Horse Todd Solondz riesce nell’impresa di raccontare la delusione di un uomo per se stesso e un certo male di vivere che va a braccetto con il benessere assieme alla presa...
Se esistesse un museo del cinema dove depositare gli archetipi di ogni genere narrativo questo lavoro di Alfredson potrebbe tranquillamente ambire a fare da pietra di paragone per i film di spionaggio. Adattato da un romanzo di John Le Carré di cui esiste già una versione televisiva, si vede una ricerca ossessiva, spasmodica del regista...
In A simple life Ann Hui dimostra la sua bravura nel dipingere la realtà così com’è, in maniera naturale e lineare, non aggiungendo una marca personale, ma lasciando che siano gli attori con la loro interpretazione a trasmettere emozioni e sensazioni genuine al pubblico. In un modo quasi neorealista, infatti, con un ritmo lento e...
McQueen adatta il suo stile – ormai riconoscibilissimo, nonostante abbia realizzato solo due film – alla materia, filmando la caduta negli inferi del suo protagonista, descrivendone paure ed ossessioni senza mai esplicitarle fino in fondo, lasciando campo libero alla recitazione di un monumentale Fassbender e non peccando mai di inutile virtuosismo. E se la materia...
Crialese orchestra sapientemente un’opera visivamente accattivante e sincera, sulla quale però pesa un po’ troppo il carico delle molte questioni sollevate – ognuna con implicazioni e risvolti complessi – che rischiano di togilere compattezza al film, costruendo un contesto così denso da distogliere, a volte, l’attenzione dalla vicenda di una famiglia semplice e dalla sua...
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