L’obiettivo della Arnold è asciugare l’opera e trasferire tutto il pathos nella fotografia, nella cura delle inquadrature, nelle luci e nei suoni, ma tutto questo porta il lavoro sugli attori in secondo piano e lascia con delle interpretazioni di una fissità controproducente. Pregevole l’intento, anche se l’operazione nel complesso riesce solo sul piano visivo, che meglio di ogni altro adattamento imprime sullo schermo i toni cupi e tenebrosi dell’opera, grazie anche alla fotografia di Robbie Ryan. Andrea Vesentini, NonSoloCinema
Link: http://www.nonsolocinema.com/Wuthering-Heights-di-Andrea-Arnold_23405.html
Appare chiaro infatti come la regista non si curi troppo di restituire una versione integra di “Cime tempestose” quanto piuttosto una sua idea, una sua interpretazione stilistica incentrata sul rapporto tra uomo e natura più che tra uomo e uomo. Nelle due ore abbondanti di proiezione si sprecano le inquadrature della brughiera oppressa dalla nebbia, campi lunghissimi di alture circondate da nuvole, temporali scroscianti, rami che picchiettano sui vetri delle finestre… potrei andare avanti ancora per molto, pare comunque chiaro che la Arnold abbia studiato bene la lezione e sia in grado di trasmettere un’idea “romantica” della natura alla perfezione. Francesco Alinovi, Cinema Invisibile
Link: http://www.cinemainvisibile.it/Speciali/venezia68.htm
Senza troppi giri di parole, la versione di Cime Tempestose della Arnold è sicuramente originale. Proprio perché porta allo scoperto la violenza e la dolorosa passione che s’insidiava nel romanzo, e che spesso è stata tralasciata in favore dell’aspetto più romantico e mèlo della storia nelle altre versioni. Lo fa con lo stile della regista, ovvero macchina a spalla, un formato inusuale e pochi limiti nel rappresentare la realtà della vicenda così come è: brutta, sporca e cattiva. Gabriele C., CineBlog
Link: http://www.cineblog.it/post/30167/venezia-2011-wuthering-heights-recensione-e-clip-di-cime-tempestose-di-andrea-arnold
