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Silent Souls, premio Mouse d’oro 2010 a Venezia, finalmente al cinema

22 mag News | Comments
Silent Souls, premio Mouse d’oro 2010 a Venezia, finalmente al cinema

Nelle prossime settimane saranno ben tre i film vincitori del Mouse d’oro a uscire nelle sale (ve ne daremo tempestivamente risconto), ma tra questi è particolarmente bello vedere finalmente Silent Souls (Ovsianky) nelle sale italiane, grazie al network digitale Microcinema.

Il film di Aleksei Fedorchenko era stata la vera sorpresa della 67^ Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia, che aveva commosso la platea con una “storia liquida”, costruita attraverso la ricerca dell’identità (di un uomo, di un popolo) mosso dall’amore (per una donna, una nazione, un luogo).

Quell’anno il presidente della giuria era Quentin Tarantino e vinse Somewhere di Sofia Coppola. Ma i giurati del Mouse d’oro decretarono diversamente assegnando il premio della critica online a Silent Souls (Ovsianky) di Aleksei Fedorchenko «per aver saputo unire con efficacia sperimentazione e narrazione all’interno di un’opera capace di uscire dagli schemi e al tempo stesso di analizzare le culture della sua terra».

Oggi finalmente il film esce in sala e sarà lo stesso Aleksei Fedorchenko a portarlo “in tour” per l’Italia così da farlo conoscere meglio al grande pubblico. Sarà dunque possibile vedere, da stasera fino al 26 maggio, Silent Souls nelle seguenti grandi città, alle 20.30, incontrandone anche il suo autore:

  • Roma, 22 maggio, Cinema Barberini
  • Ancona, 23 Maggio, Nuovo Cinema Azzurro
  • Bari, 24 Maggio, Cinema ABC
  • Torino, 25 Maggio, Cinema Fratelli Marx Arthouse
  • Milano, 26 Maggio, Cinema Plinius

Noi ve lo consigliamo vivamente!

Trama: Alla morte dell’adorata moglie Tanya, Miron chiede al suo migliore amico, Aist, di aiutarlo a dirle addio secondo i rituali della cultura Merja, un’antica etnia ugro-finnica del lago Nero, pittoresca regione della Russia centro-occidentale. Nonostante i Merja siano un popolo assimilato dai russi nel XVII secolo, i loro miti e le loro tradizioni vivono nella vita moderna dei loro discendenti. I due uomini intraprendono così un viaggio di migliaia di chilometri attraverso terre sconfinate. Assieme a loro, due piccoli uccelli in gabbia, due ovsyanki (specie di passerotto), che danno il titolo originale al film e ne sono il filo conduttore. Lungo la strada, come prescritto dalle usanze Merja, Miron condivide i ricordi più intimi della sua vita coniugale. Ma una volta arrivati sulle rive del lago sacro, dove essi prenderanno per sempre congedo dal corpo della donna che verrà cremato, Miron capisce che non era il solo ad amare Tanya.

 


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